Nelle palestre di fisioterapia vedevo persone in tuta. Con vestiti grigi e tristi. Ho deciso di occuparmi di adaptive fashion.
Nelle palestre di fisioterapia vedevo persone in tuta. Con vestiti grigi e tristi. Ho deciso di occuparmi di adaptive fashion.
L’adaptive fashion, totalmente assente dalle passerelle, interessa circa 1,5 miliardi di persone nel mondo e più di tre milioni solo in Italia. Un mercato potenzialmente ricco ignorato dalla gran parte della moda
A parte poche eccezioni a New York e Londra, il mese di fashion week che si è appena concluso ha visto la quasi totale assenza di modelle con disabilità. “Eppure la moda, con il suo forte impatto sul nostro mondo culturale, ambientale e finanziario, dovrebbe essere un veicolo di inclusione sociale”, commenta l’attivista per i diritti delle persone con disabilità, Sinead Burke – lei stessa di statura piccola – che è stata vestita da brand come Gucci, Prada, Dior
(Nella foto:una maglia del brand Tommy Adaptive, creato dal designer Tommy Hilfiger. Grazie al velcro, la scollatura si può aprire e chiudere anche con una mano sola, come mostra la modella con disabilità).
Avete mai pensato come vi sentite quando indossate un outfit che vi sta particolarmente bene? Siete più grintosi, desiderosi di stare in mezzo agli altri (anche solo per essere ammirati e guardati) e di socializzare. Insomma, dai, vi sentite fighi. E avete ragione. Perché vi trovate in uno stato di grazia mentale che arriva anche al fisico. E avete mai pensato che questo effetto positivo, che parte dal nostro abbigliamento per arrivare alla nostra mente e al nostro fisico, può verificarsi anche su una persona con disabilità?
Finalmente l’ho trovata! Una stylist italiana che si occupa di disability e diversity!!!! Fra l’altro oggi è proprio la giornata per parlarne perché siamo in tema di Oscar (la Notte si è tenuta appunto la scorsa notte), e lei ha vestito la protagonista del documentario candidato agli Oscar nel 2021 Crip Camp: disabilità rivoluzionarie (prodotto dalla Higher Ground Productions di Barack e Michelle Obama, che ne sono anche i produttori esecutivi, così en passant) . Lei è Angela Bianchi, una stylist italiana (wow) che si occupa anche di disabilità e diversità.
La notiziona per quanto riguarda la moda adattiva è che mi ha risposto la mitica Erin Busbee. Erin è una stylist molto conosciuta negli States (è stata in onda con Good Morning America come style guru), prima di aprire il suo blog e il suo canale you tube, dedicati come lei stessa dice, alle donne over 40 che vogliono elevare il proprio stile.