25 aprile 2020: #iorestolibero. Ora più che mai.

25 aprile 2020: #iorestolibero. Ora più che mai.

In un periodo complicato come questo, in cui tutti contenuti vengono messi sul digitale, anzi noi stessi sopravviviamo quotidianamente perché comunichiamo grazie al digitale, anche ‪il 25 aprile si festeggia sul web. Probabilmente, dal secondo dopoguerra, non ci siamo mai sentiti così vicini al desiderio di liberazione e di unità che dovevano avere animato le persone scese in piazza nell’aprile 1945. E se qualcuno si ponesse la domanda la domanda se c’era veramente bisogno di festeggiare ‪il 25 aprile anche quest’anno, la risposta è sì, assolutamente e senza dubbio sì. Perché in anni bui, sempre più foschi, di perdita dei valori e della memoria, il fatto di essere reclusi in casa per resistere e insieme far fronte ad un nemico comune ha compiuto il miracolo, facendoci di nuovo sentire, chiaro e forte, Il messaggio della liberazione.

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Paolo Verri: e se iniziassimo a ‘capire’ la cultura?

Paolo Verri: e se iniziassimo a ‘capire’ la cultura?

Come dice Francesco Piccolo questa settimana sulle pagine de la Lettura del Corriere della Sera “ci sarà una rinascita e sarà davvero come quella del dopoguerra, con l’euforia e la capacità di ricostruire. A questo credo fermamente. Ostinatamente. Ottusamente….Dentro la mia testa convivono i pensieri più egoisti e superficiali e la comprensione dell’umanità, di cui dal mese di marzo sono orgoglioso di far parte, così come sono sinceramente orgoglioso di vivere in questo Paese (dal mese di marzo)”.

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Back to the future: 44 idee per tornare nel futuro

Back to the future: 44 idee per tornare nel futuro

È uscito Back to the Future, un e-book, edito da Be Unsocial, con 44 idee per il mondo che verrà. In un momento così pieno di dubbi sul futuro, ed in un momento in cui, diciamolo, tutti vogliono spiegare tutto e si sdilinquiscono su dirette tv interminabili o in dichiarazioni che occupano pagine intere di giornali, è bello – e direi quasi consolatorio – poter leggere i punti di vista ‘senza sbavature’ e pur nella loro brevità, incisivi, raccolti da Alice Avallone, docente e coordinatrice didattica del College Digital della Scuola Holden di Torino e fondatrice di Be Unsocial, rivista di antropologia digitale, www.beunsocial.it.

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Back to the future, è l’ora delle città circolari

Back to the future, è l’ora delle città circolari

Esce in questi giorni Back to the Future, un e-book gratuito che raccoglie 44 idee e chiavi di lettura pensate e ipotizzate da altrettanti autori – giornalisti, storici, sociologi, docenti di design, antropologi, esperti d’arte – per prepararci al post Coronavirus, e accompagnarci appunto back to the future, ovvero al ritorno alla (futura) normalità. Non sappiamo cosa ci attende, “possiamo solo dire che la vita sarà diversa da quella che abbiamo vissuto fino ad ora. Le strade che conosciamo, e i mezzi che abbiamo costruito per percorrerle, nel futuro non esisteranno più.

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Robe da quarantena: la tinta e il discorso della regina

Robe da quarantena: la tinta e il discorso della regina

Questa quarantena ci sta offrendo, volenti o nolenti, nozioni di manualità e fai da te. Si fanno in casa grandi crostate, si sforna il pane ‘cresciuto’ grazie all’ultimo quadrettino di lievito trovato al supermercato ( si sa, gli italiani sono un popolo di santi, navigatori) e panificatori, si sferruzzano maglioni o coperte con vecchi gomitoli di lana trovati in soffitta.

Si fa presto a dire #iorestoacasa. ambiguità di un hashtag

Si fa presto a dire #iorestoacasa. ambiguità di un hashtag

Se ci pensate, in questo periodo non esiste hashtag più ambiguo di #iorestoacasa. Non solo, ma, sempre se ci pensate bene, anche più triste: perché, chi una casa non ce l’ha, dove va ora? Non ci sono approdi sicuri per tutti, nelle acque agitate dei giorni del Coronavirus. E chi è fragile è sempre più fragile.

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Digital Quarantena

Digital Quarantena

 

Ragazzi che fatica sti giorni! Che sono già molto complicati e faticosi di per sé, e il peggio è che non sappiamo quando finiranno. Infatti, diciamoci la verità: vi eravate messi l’animo in pace pensando di passare la giornata stravaccati sul divano o a fare tranquillamente il vostro smart working, ciondolando il resto del tempo.

Sono capace di stare da solo?

Sono capace di stare da solo?

Quello che dice  il mio amico Paolo Marcesini, Direttore editoriale dell’online (e bellissimo) magazine Memo, è un po’ quello che pensiamo noi tutti. In sintesi, Paolo spiega  che un conto è stare a casa sapendo di poter uscire quando si vuole, un altro conto è essere in quarantena e dunque essere chiusi a casa e a chiedersi, costretti dalla quarantena stessa,  se si è capaci di passare il tempo da soli e chi sono le persone con cui davvero vale la pena di passare le ore e i giorni ‘non costretti’ della nostra vita.

Non servono aggiunte a quello che spiega e che scrive benissimo Paolo: credo che sia utile a ognuno di noi leggere questa riflessione per sentirsi un po’ meno soli. Sì, proprio nei momenti in cui ci chiediamo se siamo capaci di stare da soli.

Acqua: proprietà e abbinamenti gourmet

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Oggi Candy Candy compie quarant’anni. Cioè, in realtà Candy bara sull’età perché il cartone già esisteva da alcuni anni, ma nel 1980 andò in onda per la prima volta in Italia.

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Avete presente quando al mattino ordinate al bar un espresso macchiato e vi arriva con tanto di cuoricino disegnato sulla schiuma? Ecco, quel disegno è una grafica di Latte Art, una tecnica per disegnare sulla schiuma di cappuccini ed espressi macchiati.

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MILANO – Fabio Colicchia si è distinto in pedana, conquistando il secondo posto a Sigep 2020 per il campionato italiano latte art. Un traguardo ma anche una spinta a fare ancora meglio, raggiungendo la prima postazione della competizione. Cosa c’è dietro un ragazzo che decide di allenarsi in questa disciplina?

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Dopo la pay tv, Internet e telefonia, gli abbonamenti flat riguardano i pranzi e le cene al ristorante: l’idea nasce perché, come si legge nel rapporto indagine Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) dell’ultimo trimestre 2019, nonostante la crisi economica gli italiani mangiano sempre di più fuori casa (nell’ultimo anno l’aumento è stato del 0,7%, per un totale di 86 milioni di euro di spesa). E allora come conciliare convenienza e convivialità?

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Si chiama Combo, ha aperto a Torino dopo Venezia e Milano ed è molto di più di un ostello.

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E buongiornissimo!!!!

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Allora la scena è questa: io che al mattino sto uscendo di casa trafelata e con i capelli già da pazza e proprio quando sono sulla porta mi arriva un messaggio Whatsapp.