Cosa ho imparato da Netflix (& Co)

 

Con questo Covid 19 che gira, e che incombe come prima più di prima, anche il mese di agosto non è che sia stato un granché. Un’estate perlomeno strana, con molta meno spensieratezza, e a sconsolare ancora di più, in giro mandrie di ragazzini maleducati tutti insieme ad assembrare appassionatamente. E proprio quando vorresti un po’ di distanziamento sociale, almeno in vateremocanza, pienone ovunque. In spiaggia e nei locali mai vista tanta ggente. Dal pessimismo estremo alla De Luca, vedi sotto la voce ‘lanciafiamme’) mi hanno salvato – come d’altronde credo abbiano salvato la salute mentale di molte persone – Netflix, Amazon Prime e Apple tv. Ho guardato un sacco di serie(s), e – forse dato che, come ogni donna, sono abituata ad essere multitasking anche nel pensare -– ho capito che ognuna è un manifesto di consigli e regole utilissime per la vita.

Intanto la Madre di tutte le Regole è: approfittate delle serie per rispolverare il vosto inglese ammuffito. Guardatele in lingua originale – tanto sono quasi tutte prodotte in USA, al limite in GB o Australia – con i sottotitoli in italiano. Così, oltre a riuscire a seguire le battute e a capire come si dice quella maledetta parola che non vi viene mai, orecchierete anche il ‘sound’ della parlata: newyorkese, losangelino o very british.

Passando all’elenco vero e proprio:

#1 Se hai mezzi e soldi, puoi cambiare la storia – dunque, nota bene, la trama della tua vita. Perlomeno, se hai i soldi ci riesci meglio e prima. Il riferimento è la serie Cursed, dove gli sceneggiatori hanno ribaltato la storia di re Artù. Non solo traslandola dal punto di vista maschile a quello femminile, ma facendo un ribaltone della vicenda ‘original’. Comunque tutto si perdona: perché la serie è appunto realizzata non in economia, risultando carina, avvincente. Vincente.

#2: il futuro prossimo venturo sarà al femminile e inclusivo di genere e razze. Serie che dimostrano il Woman Power ce ne sono tantissime – da Cursed appunto, a Mrs. Meisel, a The Morning Show e Little Fires Everywhere), ma anche il numero di quelle lgbt non scherza, basti citare la premiatissima Pose, e poi c’è tutto il filone queer con Queer Eye e il reality di Ru Paul, infine docufilm come Translation e persino cartoni animati (She-ra) dove una lei si dichiara a un’altra lei.

# 3 impara l’arte del pettegolezzo, e nella vita te la caverai sempre. E no, non basta quello alla macchinetta del caffè: è niente rispetto alle sartorie taglia e cuci messe su dalle Real Housewifes di Atlanta, di Beverly Hills, di New York City. Tutte a spettegolare sul niente e a litigare andandoci fra l’altro molto pesante (dall’insulto – il minimo sindacale è bitch – alla rissa, o meglio all’azzuffo tra galline). Comunque, oltre al pettegolezzo poi c’è di più: feste, shopping, botox parties.

# 4 il futuro è anche a Oriente: vedi Singapore Social. Reality contemporaneo che racconta le storie ambizioso gruppo di ragazzi che vivono nella megalopoli asiatica mentre si costruiscono professioni internazionali.

#5 La moda non passa mai di moda. Vedi gli stilosissimi e timeless abiti anni 50 di The Marvelous Mrs Meisel, ma anche la serie Styling Hollywood (quando la seconda?) con favolosi abiti da red carpet (per lo più Giambattista Valli, Valentino, Gucci). E poi ancora gli outfits delle tre protagoniste di The Bold Type. (Comunque, il mio personalissimo Oscar goes to Jennifer Aniston, per il soprabito rosso nella quarta puntata di The Morning Show.

#6 Riordinare è un toccasana: fa bene allo spirito e alla mente. Riordinando la casa si fa anche ordine nelle proprie idee. Gratis. Fare ordine è sia utile in fase rientro dalle ferie, ma è anche un passatempo che dà grandi soddisfazioni (le regole auree siimparano guardando Facciamo ordine con Marie Kondo) .

# 7 La constatazione finale è una breve storia triste. E non è una regola, ma una realtà, distopica come quelle di Black Mirror: anche dalle serie ti rendi conto che il corona virus ha cambiato il mondo. Bye bye bellissimi appartamenti per il turismo stile air bnb di Stay here e ville di Selling Sunset.

Anche se guardi le serie per non  pensare, alla fine pensi.

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