Temptation Island, o dei luoghi comuni – Francesca Martinengo

Temptation Island, o dei luoghi comuni

Lo sapete, vero, che quest’estate in tv c’è un’ altra Isola (dopo quella dei Famosi)? Che fra l’altro sta sbaragliando tutti gli share. Non ne sapete nulla? Vi spiego: si tratta di Temptation Island, un programma in onda su Mediaset (Canale 5) che racconta la storia, gli avvenimenti, i sentimenti e il destino di sei coppie di fidanzati che per ventun giorni vengono chiusi un villaggio, ma separati (uomini da una parte, donne dall’altra), e “tentati” rispettivamente da dodici donne e dodici uomini single.

Ogni settimana i membri delle coppie vengono chiamati nel falò serale  per far vedere video relativi ai comportamenti del rispettivo partner e farsi un’idea sulle decisioni da prendere nell’ultimo falò dove, al termine dei 21 giorni,  loro stessi decideranno se continuare o interrompere la loro storia d’amore. Ogni puntata, apriti cielo: perchè, ovviamente, come è sempre stato dalla notte dei tempi e come sempre sarà, i fidanzati uomini si lasciano tentare molto volentieri, fanno apprezzamenti sulle singles e confronti con le fidanzate reali, sciabolano bottiglie  e ballano con le ragazze ‘tentatrici'(come orsi, ma ballano), si confidano anche, incuranti di cadute di stile “Non vado a letto con la mia fidanzata da novembre”. Le fidanzate,da parte loro, dopo aver visto le riprese delle malefatte dei loro rispettivi, reagiscono invece piangendo per ore e intervallando le lacrime con vari vaffa e “te la faccio vedere io mò”. Magari poi si  vendicano anche, inscenando cenette a lume di candela con i singles maschi (devo dire decisamente fisicati e di bell’aspetto). Così poi il fidanzato fedifrago torna dalle sue danze & baldanze tutto rattristato e chiedendo disperato alla fidanzata perdono dato che non può vivere senza di lei e che (lei) è la donna della sua vita. E la fidanzata puntualmente se lo ripiglia, sempre piangendo. Insomma, un copione – metafora della vita vecchio come il cucco, ma che nel 2018, nonostante la prevedibilità e – diciamolo – la noiosità, va a gonfie vele ed è seguitissimo anche sui social. I tempi corrono, i luoghi comuni restano (e piacciono).