Gli Stati Generali della felicità, la primavera & il tiramisù

Per dire. Non so voi, ma a me per essere felice basta davvero poco: girare per casa vuota e cantare a squarciagola Maracaibo/mareforzanove/fuggiresimadove/zaza,  rivedere per la centesima volta Grease e ripeterne le battute a memoria (Rizzo ha una pagnotta nel forno!), lavarsi i denti e contemporaneamente mugolare il Conforto di Tiziano Ferro (featuring Carmen Consoli), vedere Crozza al venerdì sera, bere il primo caffè al mattino senza che nessuno mi parli, sentirsi  dire “Eppure non hai la faccia stanca”, anche se sono distrutta, e poi la ridarola senza motivo, quella che alla fine hai male agli addominali, piangi e quasi soffochi. Ma prendiamo l’argomento seriamente: sì perchè oggi  è la Giornata Mondiale della Felicità (di lunedì!!!!), e per l’occasione proprio l’ONU ha presentato il World Happiness Report 2017 – cioè il Rapporto Mondiale sulla Felicità (editato dal professor John F. Helliwell dell’Università della British Columbia e il Canadian Institute for Advanced Research e sostenuto dalla Fondazione Ernesto Illy) – che classifica 155 Paesi in base al loro livello di felicità. Questo documento, il quinto pubblicato dal 2012, continua a guadagnare riconoscimenti a livello mondiale poichè governi, organizzazioni e società civile utilizzano sempre più gli indicatori di felicità per orientare le loro decisioni politiche. Oltre alla classifica, la relazione di quest’anno include un’analisi della felicità sul luogo di lavoro e un approfondimento su Cina e Africa. No, vabbè #ciaone proprio. Intanto felicità e luogo di lavoro sono, comunque la si voglia mettere, due cose distinte e separate.Poi Cina e Africa con felicità? Non so, mattiamoci allora anche Corea del Nord e Siria. Confusi e felici, appunto. Non è che noi in Italia scoppiamo di felicità: siamo al 48° posto. Però rientriamo ancora nei 50 Best (non S.Pellegrino), e dopo di noi Russia e Belize. Il Giappone invece si piazza al 51° scalino. And the winner is ….la Norvegia, con tutti i Paesi del nord Europa che si piazzano nei primi 10. Motivi: disoccupazione quasi a zero e molto welfare. Proprio quello che Trump sta frenando con tutte le sue forze (e con tutto l’arancione dei suoi capelli): infatti gli USA sono scesi al 14° posto.

Però ragazzi, domani, 21 marzo, è il primo giorno di primavera, ed è anche il #tiramisuday, che celebra il dolce italiano più amato e conosciuto nel mondo (l’idea è stata dei foodwriters Clara & Gigi Padovani, chapeau!). Felicità è festeggiare la bella stagione affondando il cucchiaino in uno strato di crema di mascarpone e savoiardi. What else?

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