Dimmi come ti chiamano, ti dirò chi sei

No, perché è dai particolari che si capisce il tutto, anzi di solito da cose apparentemente niente affatto significative.

Partendo del dato inconfutabile che l’amico –amico non lo chiami mai per nome (nome vero o tutto intero, intendo), deriva che: i soprannomi/deminutivi/ vezzeggiativi determinano:

1 – il milieu al quale si appartiene

2 – il territorio geografico di provenienza

3 – la generazione in cui si rientra.

Vi pare poco? Insomma, mancano le impronte digitali e di voi un estraneo può sapere tutto, soprattutto l’età. Quindi occhio se siete donne e non ardete dalla voglia di svelarla.

La riflessione mi è venuta spontanea l’altra sera, durante la cena di compleanno di una mia carissima amica. Dopo l’ultima portata, arrivati al brindisi di rito, manco fossimo un gruppo di tifosi allo stadio noi ospiti abbiamo iniziato a chiedere a gran voce DIS-COR – SO DIS –COR –SO, in pratica obbligando la malcapitata – festeggiata a tenere una concione, e a ringraziare per nome i presenti. Quando si è arrivati alla Lalla, all’improvviso una voce dalla sala: ‘ Si, e la Fufi?’.

Al nostro tavolo ci siamo piegati in due dalle risate, essendoci capiti al volo. Perché Fufi è il nome – capostipite, la madre di tutte le Lalla, Lele, Chicco/a, Bibi, Cicci, Baba, Milly, ecc..

Di solito chi si chiama con questi nomignoli – vezzeggiativi appartiene a un gruppo  cinquanta – sessantenni che si conoscono fin dai banchi di scuola e appartengono a un certo ‘giro’. Durante alcune serate tagliano fuori da ogni possibilità di partecipare alla conversazione l’ultimo/a arrivata (non so quanto involontariamente), perché ricordano episodi vissuti insieme quando erano ragazzini, tipo ‘ ti ricordi quando Patti….?’ E giù a sbellicarsi (tutti, tranne tu che pensi ma guarda questi e ti senti sola e un po’ sfigata).

A proposito della provenienze geografica: naturalmente in milanese ciascun nomignolo è preceduto dall’articolo determinativo il/la: la Baba, il Chicco, la Lalla….

I venti – trentenni invece si chiamano’ troncando’ i nomi , soprattutto le ragazze: Vale, Cri, Marghe, Mari, Ila . Per questa generazione, non solo l’articolo il/la che precede i nomi vale in tutta Italia, ma le abbreviazioni si usano in tutti i gruppi sociali, dunque sono pop e più democratiche.

Comunque, tutto questo per dire: io sono Francy, Frency, la Francy e ultimameente Fra o la Fra c’est à dire sono ‘trasversale’. Multitasking e anche ggiovane. What else?.

 

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