5 cose che abbiamo imparato dal Royal Wedding – Francesca Martinengo

5 cose che abbiamo imparato dal Royal Wedding

Bon. Anche questa è fatta, e oggi è il Day After. Cioè il Day After the Royal Harry & Meghan Wedding Day. Bilancio del tutto positivo, veramente una fiaba: chi l’avrebbe mai detto, un matrimonio reale multirazziale. Una coppia innamoratissima, con lui che sussurra a lei arrivata all’altare “Sei meravigliosa”. (A volte) le favole esistono. Però un po’ di pietà per noi normal people….anzi, povery, come ama ribadire il principino George.

Vabbè comunque: tiriamo le somme sulle cose da imparare da questo matrimonio:

#less is more: ovvero standing ovation sulla meravigliosa semplicità dell’abito di Meghan, firmato Claire Waight Keller per Givenchy. Lungo, con scollo a barca, scivolato, con maniche a tre quarti (comunque tanta semplicità è stata completata con tiara di diamanti del 1932, proveniente collezione personale della Regina e da un velo lungo cinque metri su cui è stata ricamata a mano la flora dei 53 Paesi del Commonwealth). Ugualmente bello il secondo abito scelto dalla novella Duchessa di Sussex per il ricevimento serale: con scollo all’americana, di Stella McCartney. Il less is more non deve valere però per il

#pranzo di nozze, che manco il Boss delle Cerimonie: offerto dalla regina Elisabetta, nella sala più grande del castello di Windsor, la St George’s Hall, a più di 600 ospiti. “Si tratta di un menu ricco, bello, importante” – ha commentato a Vanityfair.it Heinz Beck (chef tristellato de La Pergola dell’Hilton, ndr). Altrochè: tra le portate scampi scozzesi avvolti in salmone affumicato, asparagi inglesi grigliati avvolti in prosciutto di Cumbria,agnello di Windsor, verdure grigliate e marmellata di scalogno, risotto con piselli e menta, olio di tartufo e scaglie di parmigiano, pancetta di maiale di Windsor cotta per 10 ore con composta di mele. E poi una torta nuziale realizzata da Claire Pak (di Violet Pastry, a Londra) con 200 chili di burro, 500 uova, e 200 limoni amalfitani. Quindi, annotate: ai matrimoni risparmiate su altro, ma mai sul cibo.

#spontaneità: Harry che pronuncia prima del tempo “I will” facendo sorridere tutti i presenti alla cerimonia, il bacio ‘vero’ degli sposi novelli fuori dalla chiesa, la linguaccia della principessina Charlotte, il saluto ‘american style’ non formale e con tanto di how! di Meghan alla folla…..Go Easy!!!

#avere il complesso di Cenerentola: ovvero due sorellastre, o meglio fratellastro e sorellastra, peggio di Anastasia e Genoveffa. Uno che scrive una lettera aperta ad Harry implorandolo di non sposare Meghan, l’altra che la definisce ‘un’arrampicatrice sociale’. Con l’aggravante di un padre che si fa volutamente ‘beccare’ dai paparazzi. Impresentabile. Comunque alla fine, per compensare queste belle pensate, il Principe Carlo ha accompagnato la sposa all’altare. Tiè.

Infine,

#Volere è Potere. Devo spiegarvelo????