PAR CONDICIO

Evviva evviva. Abbiamo raggiunto la par condicio anche nello spazio: apprendo dal The Atlantic che finalmente la NASA ha risolto la scottante questione della toilette per le donne sulla Stazione Spaziale orbitante. Per la serie: almeno la Cristoforetti, pur con i suoi capelli costantemente dritti e in perenne sottosopra, almeno potrà andare in bagno decentemente. Perché pare che il nuovo wc sia stato studiato proprio in base all’anatomia femminile, e non pensando sempre e solo a quella maschile. Ci hanno messo 60 anni: era il 1969 quando la prima cosa che fece Buzz Aldrin (che con Neil Armstrong fu il primo a mettere piede sulla luna) dopo aver testato il terreno lunare, fu fare pipì. Per dire. Già allora la NASA aveva in mente che fosse l’uomo, e non la donna, a fare pipì nello spazio.

 

E non stupiamoci troppo: perché ancora nello scorso anno, cioè nel 2019, la NASA dovette sostituire all’ultimo un astronauta uomo ad una donna per una passeggiata spaziale: perché semplicemente la stazione ISS – la Stazione Spaziale – non aveva a bordo tute abbastanza che potessero adattarsi, cioè essere indossate da due donne contemporaneamente. Così quella che poteva essere la prima passeggiata spaziale di sole donne non si tenne per motivi di taglia. Discriminazione sessuale orbitante.

Ma il femminile vince, anzi stravince, quando si parla di malattie, tifoni e altre catastrofi: per quanto riguarda la questione malanni & co. pare che infatti non sia corretto dire “il” coronavirus: andrebbe sostituito con “la” coronavirus. D’altronde già sono sempre state chiamate con nomi femminili la peste, la rogna, la tigna, la sars…. fino all’attuale pandemia.

E poi tempeste e uragani: Katrina, Irma, Irene, Sandy; Laura…….

Quest’abitudine risale fin ai tempi della Bibbia: pensate al termine Piaga d’Egitto. Piaga e non Piago. Meno male, almeno, che anche ad un uomo si può dare della piaga, chi non ha mai detto al suo compagno/marito/fidanzato “sei una piaga d’Egitto”? Anche in tempi di pandemia. Girl Power.

 

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